giovedì 17 gennaio 2008

Piano di gestione sito Unesco: Il consiglio si arena sulla biodiversità

L'inserimento o meno del termine biodiversità fa “crollare” l'ordine del giorno sul “Piano di gestione del sito Unesco delle Eolie”, predisposto congiuntamente dai consiglieri comunali di maggioranza e minoranza di Lipari. A ciò ha fatto seguito la decisione della maggioranza di abbandonare l'aula consiliare rinviando il tutto a domani.
Sulla questione biodiversità dai banchi del centro-destra si è pensato che il suo inserimento potesse dare via libera all'ampliamento della tutela Unesco a settori che non hanno concorso al conferimento del titolo di Patrimonio dell'Umanità.
Per gli esponenti del centro-sinistra il termine doveva essere inserito in quanto rappresenterebbe la possibilità di tutelare un patrimonio importante senza nessun ampliamento della tutela.
Eppure nel documento congiunto, poi naufragato, si erano trovati dei punti d'accordo, quali la costituzione di un tavolo di confronto tra la comunità e gli organismi regionali per discutere in modo complessivo l'intero piano e la richiesta della concessione di un periodo di 90 giorni per produrre osservazioni, modifiche ed integrazioni. Al documento si era arrivati dopo un inizio che aveva visto le parti su posizioni diverse. Diversificazioni non sostanziali ma sulle decisioni da attuare per ricondurre la formulazione del piano di gestione nelle mani degli eoliani. Gli esponenti del centro-destra lo avevano pesantemente criticato definendolo "arraffazzonato, frutto di un maldestro copia e incolla, calato senza consultazione preventiva con i diretti interessati, fortemente penalizzante visto che tocca settori che vanno al di là dei vulcani”. I consiglieri del centro-sinistra hanno invece sottolineato che rispetto ad altri strumenti(PRG, Riserva, ecc) non è vincolante ma detta solo delle direttive. Hanno però evidenziato la necessità di prorogare i termini per la presentazione delle osservazioni, per dare ai cittadini e alle amministrazioni la possibilità di intervenire.
Il sindaco Bruno, da parte sua, ha annunciato di aver già predisposto e inviato sette osservazioni che riguardano la mancata partecipazione alla stesura degli eoliani, le cave di pomice per le quali si chiede la riqualificazione ambientale e l'occupazione degli ex lavoratori pomiciferi, l'inserimento di una modesta aviosuperficie, porti sicuri evidenziando che per quelli di Lipari non esiste un progetto ma uno studio di fattibilità, la scarsa attenzione data al PRG conforme al PTP e la decisione dei redattori di estendere il sito Unesco al mare, alla flora e alla fauna. Il gruppo del Faro per le espressioni forti e per certi versi diffamatorie utilizzate nei confronti dei cittadini eoliani, poste nel piano a supporto di alcune decisioni, hanno annunciato l'intenzione di adire le vie legali a difesa e tutela della collettività.
Nella foto: Rosaria Corda (AN)