lunedì 19 maggio 2008

Lipari: Quella bara in pieno centro. Squallida..ma niente a che fare con il satanismo

Nelle strade di Lipari ultimamente viene abbandonato di tutto e dappertutto ma una bara vuota in pieno centro storico non si era ancora vista. Il nuovo ed originale “souvenir” è stato posizionato proprio al centro del corso Vittorio Emanuele, in un’area dedicata in genere al ritrovo dei ragazzi. Erano le 5 e 45 circa di ieri quando i carabinieri della stazione di Lipari, durante la fase di controllo del territorio, si sono trovati di fronte l’inaspettato cimelio. Immediatamente è stata contattata la ditta che si occupa della pulizia del corso principale dell’isola per trasferire la bara, con una motoape(vedi foto), in un deposito di proprietà della stessa. Ovviamente i carabinieri hanno avviato le indagini per accertare eventuali proprietari della bara e chi l’ha depositata sul corso principale. Da escludere categoricamente l’ipotesi che possa essere stata trafugata dal cimitero o che il tutto possa essere collegato ad episodi di satanismo. Due sono, infatti, le ipotesi più probabili. La bara, che qualcuno ricorda di aver visto già “circolare” per l’isola negli anni scorsi durante manifestazioni di scherno a questa o a quella tifoseria, potrebbe essere stata trafugata da un magazzino dove tifosi di uno schieramento la stavano preparando per un funerale da “celebrare” nel pomeriggio e abbandonata in strada nella speranza che il servizio di raccolta la facesse scomparire. Oppure che il sarcofago fosse stato “posteggiato” in pieno centro, in via momentanea, in attesa di trasferirlo altrove. Presumibilmente nel luogo dove doveva partire il “funerale” sportivo.
Ma si potrebbe avanzare anche una....... terza ipotesi. Una quindicina di giorni fa, proprio nell’area dove è stata ritrovata la bara, si è tenuto il primo incontro sulla raccolta differenziata. Qualcuno, ligio ai dettami del progetto della differenziata, potrebbe aver pensato di dare un primo segnale della percezione dei cittadini all’importante tematica, disfacendosi così di un “rifiuto speciale” non smaltibile, ovviamente, con gli altri.