mercoledì 28 maggio 2008

PESCA/ MAREVIVO: PROGETTO RILANCIO PESCE POVERO E RIDUZIONE SCARTO

Rilanciare i consumi di pesce, soprattutto di quelle parti generalmente poco apprezzate, ma che possono diventare a tutti gli effetti un menù à la carte. E' l'obiettivo del progetto di Marevivo "Lo scarto à la carte", promosso dal Ministero delle Politiche agricole. L'iniziativa punta a ridurre gli sprechi dal pescato attraverso la valorizzazione di specie di pesce sotto utilizzate dal mercato italiano e soprattutto la lavorazione delle parti cosiddette di "scarto", da cui derivano prodotti gastronomici poco conosciuti ma da intenditori come la buzzonaglia di tonno, i fegatini di sgombro, la ventresca di tonno e le uova di cernia.
Alcune parti del pesce che normalmente vengono scartate (circa il 50%) e non trattate dall'industria conserviera, possono essere utilizzate per creare prodotti esclusivi, ingredienti caratteristici di antiche ricette della tradizione gastronomica italiana. Tra i pesci 'più scartati': branzino (50%), nasello (30%), orata (45%), rombo (65%), salmone (50%), sogliola (55%), triglia (65%). Oggi, sottolinea una nota stampa di Marevivo, solo il 30% del pescato viene pienamente recepito dal mercato, mentre il restante 70% finisce nel prodotto di seconda fascia e nello scarto. Inoltre, su 719 specie di pesce di interesse commerciale censite dal ministero delle Politiche agricole, solo circa 30 arrivano sui banchi delle pescherie e sulle nostre tavole.
"Uno spreco - scrive l'associazione - che di fatto contribuisce all'impoverimento biologico del nostro mare, ma anche a un impoverimento economico rilevante". Marevivo ritiene necessaria "un'azione forte e significativa per ridurre drasticamente gli sprechi nella lavorazione del pesce e la valorizzazione delle specie sotto utilizzate". Tra queste, note soltanto a livello locale o regionale, ci sono: aguglia, melù, alaccia, bavosa, boga, zerro, zanchetta, capone, cicerello, spatola, sughero, parlotto, pargo, tracina, pesce civetta.
"La risorsa ittica, specialmente nel Mediterraneo, non è inesauribile - afferma il presidente Rosalba Giugni -, pertanto è necessario proporre delle alternative valide per un uso sostenibile delle risorse del mare e per contribuire a ridurre la crisi del settore ittico".