giovedì 31 gennaio 2008

Lascio Milazzo, qui l'aria mi uccide

(FONTE: STEP 1) Una donna costretta ad abbandonare il suo paese perché i fumi delle ciminiere le impediscono di fare una vita normale. Alcuni ragazzi che tra le ciminiere, invece, vanno a pescare. Sono due facce dell’Area per lo Sviluppo Industriale del Tirreno, raccontate in un reportage di Corriere.tv
Una donna che deve lasciare la sua città perché non può più viverci. Succede molte volte, in Sicilia, e di solito succede perché, per vivere, mancano soldi e lavoro. La storia della signora Maria è diversa. Abita a Milazzo, in provincia di Messina, a un tratto di mare dalle isole Eolie. Ma non può vivere in quella città perché non riesce, letteralmente, a respirarne l’aria. O meglio i fumi delle ciminiere: quelle della più grossa raffineria del Mediterraneo e quelli di una grande centrale termoelettrica.
Maria soffre di una malattia allergica che si chiama MCD. Una malattia rara, che si sviluppa a contatto con inquinanti chimici, e che le ha abbassato le difese immunitarie. Passa le sue giornate chiusa in casa, attaccata a una flebo; si protegge la bocca con un fazzoletto; può usare solo detersivi speciali che compra in Germania; può mangiare solo patate e tacchino. «Non vedo l’ora di uscire da questa prigione», dice. E chiede aiuto per trovare casa in un paese non inquinato, in un ambiente chimico che le consenta una vita normale. La sua storia è raccontata in un servizio di Corriere tv, firmato da Nino Luca e intitolato «Viaggio nel cuore della Milazzo industriale» (http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=7681b95a-cdbb-11dc-b103-0003ba99c667).
Quello di Maria è un caso estremo: ma il problema dell’ambiente, a Milazzo e dintorni, è fatto anche di molte altre storie. Le cronache degli anni passati mettono in fila incendi in raffineria, incidenti sul lavoro e ricoveri di massa. Milazzo è il cuore dell’ASI, area per lo sviluppo industriale del Tirreno: una zona di circa 190 chilometri quadrati che comprende sette comuni è che, nel 2002, è stata dichiarata area ad elevato rischio di crisi ambientale. Una zona in cui non funzionano le centraline di rilevamento dell’inquinamento installate dalla Provincia; e gli unici dati ufficiali sugli scarichi industriali sono quelli diffusi dalle fabbriche. Il servizio mostra le immagini di alcuni giovani che pescano proprio davanti alle ciminiere (http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=237775ce-cdbb-11dc-b103-0003ba99c667). Perché lo fate, chiede il cronista? Perché qui ci sono le spigole, rispondono loro. Le spigole sono attirate dall’acqua più calda. E l’acqua in quel punto è più calda perché proviene dagli scarichi della centrale elettrica. Convivere con il veleno, dunque, può essere anche questo. O può essere la battuta amara di una anziana signora: «Se avessi avuto una casa con le ruote me la sarei portata via». O perlomeno avrebbe voluto darla in affitto. Già, ma a chi ?